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La razza Jersey è caratterizzata
da animali bilanciati, raffinati, di taglia molto ridotta,
il cui mantello assume varie tonalità di fulvo chiaro.
Possiede alcuni tratti inusuali, una notevole capacità
ad adattarsi a condizioni climatiche estreme, specialmente
quelle molto calde.
Durante il diciannovesimo secolo
le vacche Jersey erano descritte come eccellenti produttrici
di latte e di crema, ma considerate piccole e con qualche
difetto esteriore, benchè affascinasse molto la testa
simile a quella dei cervi, le corna corte eleganti ed
i grandi occhi. A quel tempo i mantelli erano non solo
di color bruno, fulvo chiaro, e grigio, ma anche rosso
e nero, uniforme come pure pezzato.
Oggi la Jersey è considerata
una razza ad esclusivo indirizzo lattifero, ricercata
per l'elevatissima percentuale di grasso e proteina
del latte che produce. Le vacche in piedi misurano 115-120
cm al garrese e pesano 350-425 kg; i maschi sono sui
127 cm in altezza in media con un peso sui 500-600 kg.
Caratteristica è l'ampia testa tra gli occhi, con lo
spigolo del naso più o meno pronunciato, il musello
nero che volge verso l'alto circondato da una banda
bianca, mentre gli occhi grandi e scuri sono vigilanti
ma amichevoli.
La forma a cuneo del tronco
è accentuata da una caratteristica area incavata del
fianco e da una tendenza naturale a mostrare la disposizione
delle coste. E' un animale ad ossa fini, con piccoli
zoccoli ma con arti forti e con un bacino molto largo
che la rende capace di parti facili. E' una razza molto
precoce, generalmente i parti avvengono verso i 2 anni
o prima, e molti soggetti sembrano essere predisposti
a fare da balia. Il colore del mantello varia da grigio
chiaro a giallo, da fulvo chiaro a bruno quasi nero,
a volte con qualche pezzatura. Come di regola i maschi
sono più scuri delle femmine. Sono animali amichevoli,
docili con quelli che conoscono, anche se i maschi possono
assumere un temperamento pericoloso in vecchiaia.
Non presentano inconvenienti
di ordine metabolico ed hanno meno problemi di tipo
sia sanitario che ginecologico rispetto ad altre razze.
A trenta giorni sono già pronte
per essere fecondate: questo significa rimanere al di
sotto dei 365 giorni di interparto, quindi avere meno
capi che producono poco ed avere una maggiore efficienza
produttiva e riproduttiva.
La patologia del piede compare
con una frequenza trascurabile e dopo il parto hanno
meno esigenza di essere sostenute rispetto alle Frisone.
I parti al 99% sono naturali, ossia non richiedono la
presenza dell'uomo.
La convenienza economica di
questo tipo di allevamento sta anche nelle minori richieste
alimentari: le Jersey pesano poco più della metà delle
Frisone e perciò hanno un fabbisogno di mantenimento
inferiore rispetto a queste ultime. A fronte delle minori
richieste di mantenimento, i soggetti in produzione
hanno più alte esigenze di produzione, come conseguenza
della maggiore concentrazione del loro latte. Una buona
vacca Jersey dovrebbe produrre 13 volte il suo peso
corporeo in una lattazione, ma una gran parte delle
Jersey supera di gran lunga questo valore.
Il bilancio resta sempre a favore
delle Jersey, anche nel corso della lattazione. Per
non parlare della qualità del latte e della possibilità
di vendere animali vivi o embrioni congelati.
Il latte prodotto, infatti,
è ottimo per la caseificazione, avendo una percentuale
di incidenza della K-caseina di tipo BB del 74% nella
razza, unito a contenuti di grasso e proteine di gran
lunga superiori alle maggiori razze da latte allevate.
E' un latte molto ricco, eccellente nelle bevande, nei
dolci e anche scremato mantiene lo stesso sapore del
latte intero, oltre al 20% di proteine e 15% di calcio
in più del latte medio.
Unico difetto l'alta mortalità
neonatale. I vitelli, infatti, alla nascita pesano solo
20-25 kg, si disidratano facilmente e non sopravvivono
alle infezioni. Tutto sta nel fare in modo che riescano
a superare i primi 10-15 giorni post-partum. Importante
perciò è l'alimentazione delle vacche nel periodo dell'asciutta
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