La somministrazione del colostro
è una componente chiave del successo nell'allevamento
del vitello. Gran parte delle malattie dei vitelli e
della mortalità che vediamo nelle aziende da latte oggi
possono essere attribuite ad un'inadeguata somministrazione
del colostro. Questa è anche l'area del management del
vitello che può più marcatamente influire sulla performance
globale del vitello. Ogni allevatore dovrebbe periodicamente
valutare il proprio programma di somministrazione del
colostro per prevedere se possono essere apportati dei
miglioramenti. Nuove ricerche hanno contribuito a migliorare
le conoscenze sull'importanza della somministrazione
del colostro.
Allattare o non allattare
Quando nasce un vitello, una domanda
comune è se lasciare che il vitello allatti dalla madre
o separarli ed alimentare il vitello con poppatoio o
per via esofagea. Lasciare che il vitello allatti dalla
madre è una cattiva idea. Per capire la ragione per
cui questo fatto porta ad un aumento dell'incidenza
di malattie e mortalità, è importante capire le due
cose più importanti circa il consumo del colostro. Il
colostro fornisce al vitello immunoglobuline (Ig, chiamate
anche anticorpi) che forniscono l'immunità passiva al
vitello necessaria per i primi due mesi o più di vita
. I vitelli nascono senza Ig, così se il vitello non
prende queste Ig entro le prime 24 ore dopo la nascita,
le possibilità di sopravvivere non sono grandi. E' perciò
importante che il vitello beva abbastanza colostro entro
tutte queste 24 ore.
Il componente più importante per
avere successo nel trasferimento di Ig dalla vacca al
vitello attraverso il colostro è rappresentato da un
sufficiente consumo di colostro. I vitelli devono consumare
abbastanza colostro per ottenere le Ig necessarie per
l'immunità passiva. Quando il vitello allatta dalla
madre normalmente ciò non riesce completamente perché
il vitello non consuma la quantità di colostro che invece
consuma col poppatoio o per via esofagea. Molte ricerche
indicano che i vitelli consumano un piccolo pasto e
non ricevono le Ig necessarie. Stime del numero di vitelli
che non consumano sufficiente colostro variano dal 25
al 40%. Questo è un gran rischio per i vitelli.
L'altro fattore importante è che
il colostro sia somministrato subito. Ma quanto subito?
L'efficienza con la quale un vitello può assorbire Ig
diminuisce entro 1 ora dopo il parto e nelle 24 ore
successive. Le prime poche ore sono critiche, quindi
il primo colostro è fondamentale per acquisire le immunità
passive. Un ritardo nella prima somministrazione del
colostro non solo causa un declino nell'efficienza di
assorbimento ma può portare a disturbi ed anche morte
se i batteri colonizzano l'intestino prima che ci sia
del colostro. Molti vitelli specialmente quei vitelli
grandi che hanno avuto un parto difficile, non si alzano
facilmente dopo la nascita. Il ritardo nell'alzarsi
può ulteriormente ridurre la capacità dell'intestino
ad assorbire Ig, così facendo il vitello diventa più
suscettibile alle malattie.
I vitelli lasciati allattare dalla
madre possono qualche volta non trovare i capezzoli
e ciò porta ad un ritardo nell'assunzione del colostro
rispetto all'assunzione normale non poppatoio. La situazione
è anche peggiore se le vacche hanno grandi mammelle
penzolanti. Poiché la tendenza naturale del vitello
è di allattare all'insù , questo provoca una perdita
di tempo per trovare i capezzoli e quindi il vitello
non assume colostro, con il pericolo anche che ingerisca
lettiera e feci che contengono batteri letali.
Concludiamo quindi dicendo i vitelli
lasciati con le madri subiscono il grave rischio di
consumare una insufficiente quantità di colostro e di
consumare il colostro troppo tardi. Quando possibile,
bisogna separare i vitelli dalle madri il più presto
possibile ed alimentarli con molto colostro fresco di
alta qualità. Se il vitello non consumerà abbastanza
colostro volontariamente, non bisogna esitare a somministrarlo
per via esofagea.